Conosci le afte?

L’afta, detta anche stomatite aftosa è niente di meno che una lesione, o meglio dire ulcera, all’interno della bocca. Non a caso viene definita anche come ulcera aftosa.

Ma com’è fatta un’afta, e come si forma?

L’afta inizialmente ha le caratteristiche di una piccola ferita e si presenta con una forma ovale. Col passare dei giorni tende ad allargarsi e a crescere di misura, per raggiungere una grandezza che può variare da 1 mm, fino a superare 1 cm di diametro nei casi più severi. La parte interna è solitamente di colore grigio-giallastro, dovuto alla formazione della cosiddetta fibrina, una proteina che favorisce la coagulazione del sangue. La parte che circonda l’afta, invece, è di colore rosso dovuto all’infiammazione.

Le afte hanno un decorso che va da 1 a 4 settimane, e sono particolarmente dolorose, specie se toccate. Motivo per il quale il soggetto colpito, soprattutto nei primi giorni dalla loro comparsa, presenta serie difficoltà sia nella comunicazione verbale, sia nella nutrizione. Inoltre le afte causano un senso di spossatezza e astenia come se si avesse la febbre, portando chi ne soffre ad uno stato di disagio e malessere costante per tutta la durata della lesione.

Generalmente le afte compaiono sulla mucosa molle, quindi sulle labbra e ai lati delle guance, ma possono presentarsi anche sulla lingua (tranne che sul dorso). E’ rara invece la loro formazione sul palato duro e sulle gengive. Non è raro invece che possano comparire nella gola o sull’esofago, causando quindi dolore acuto durante la deglutizione.

Perché vengono le afte?

Purtroppo non sono ancora noti alla scienza i motivi per cui vengono le afte. O meglio, è nota una molteplicità di fattori che possono incidere sulla loro comparsa.

Nella stragrande maggioranza dei casi le afte compaiono in seguito ad un abbassamento delle difese immunitarie dovuto ad una carenza vitaminica, e nello specifico della vitamina b12, acido folico e ferro, o a causa dello stress psicofisico. Questi fattori, uniti a possibili traumi causati da spazzolino o cibo tagliente, comportano un assottigliamento dello spessore della mucosa orale, favorendo quindi la comparsa delle dolorose afte. Tuttavia le afte possono anche essere il sintomo di disturbi gastrointestinali o di un’intolleranza al glutine, quindi della celiachia. Oppure di patologie più serie, come la malattia di Behçet o la sindrome dell’HIV. Possono verificarsi, inoltre, a seguito di allergie alimentari o intolleranze a sostanze specifiche, ad esempio al sodio laurilsolfato (Sls) presente nell’80% dei dentifrici in circolazione. Nei casi più gravi, le afte possono essere il sintomo di un tumore della bocca, ma questa condizione si verifica assai raramente, e andrebbe presa in considerazione solo se la lesione permane per oltre 1 mese dalla sua comparsa.

In ogni caso, ad oggi non esiste una cura specifica per l’afta. L’unico modo che abbiamo a disposizione è limitarne la ricomparsa agendo sulla causa scatenante, e trattarle con dei prodotti in grado di alleviarne il dolore ed accelerarne la guarigione.

Normalmente questo disturbo affligge circa il 20% della popolazione globale, e recenti studi hanno dimostrato che è più diffuso nelle società sviluppate. In genere le afte compaiono nella fase dell’adolescenza, indifferentemente nei due sessi, e tendono a scomparire gradualmente con il passare degli anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *